il romanzo

Sinossi in Italiano (English synopsis – click here;  Sinopsis en Español- haga clic aquí)

Nel 60 a.C. la villa di Lucio Calpurnio Pisone Cesonino è ancora parzialmente in costruzione e già speciale. Non per la quantità di statue o per il profilo dolce del monte Vesuvio, ma per la biblioteca curata dal suo protetto Filodemo, filosofo epicureo, e frequentata dal poeta Lucrezio.
Al fianco di Lucio, precocemente vedovo, c’è l’unica figlia, Calpurnia, che ama teneramente. Questo però non potrà impedirgli di deciderne il destino come il mos maiorum comanda. Nulla di diverso da quello che è sempre accaduto: le alleanze si rafforzano con matrimoni. Calpurnia lo sa e lo accetta, con tutti i dubbi e gli slanci che si possono comunque avere a diciotto anni. Il padre la incoraggia, spiegandole che la sua fortuna sarà non avere un marito noioso e banale: tutto si può dire meno che quello, quando si parla di Caio Giulio Cesare.

Così inizia la seconda fase della sua vita. Cresciuta tra filosofi e poeti ma anche nel rispetto della tradizione, Calpurnia si adatta con buon senso e intelligenza a quello che viene chiesto dal suo ruolo – conciliare discrezione e presenza, essere al di sopra di ogni sospetto – senza perdere se stessa.

La Storia fa il suo corso e così anche la vita.
Le illusioni sono messe alla prova dai fatti: la partenza di Cesare per la Gallia, la morte tragica di Giulia, le guerre civili, la maldicenza. Ma anche l’affetto per il giovanissimo Gaio Ottavio, futuro Augusto – il figlio perfetto che Cesare avrebbe dovuto avere – e la commozione davanti a Tolomeo Cesare – bellissimo figlio di Cleopatra, regale eppure “sbagliato” – il rapporto con un padre in bilico tra due epoche, il filo ingarbugliato del destino e quello, tenacissimo e lineare, della dignità.

Calpurnia matura l’intima convinzione di dover agire sempre come se Cesare fosse lì presente, di doverne anzi essere l’ombra a Roma: l’ombra perfetta della luce più brillante. D’altronde se gli uomini sono figli di Romolo, le donne condividono il destino di Remo: funzionali alla realizzazione di uno scopo.

Il carattere gentile ma fermo e lo spirito d’osservazione la aiutano a farsi strada in un quotidiano spinoso e le danno la possibilità di notare alcuni comportamenti sospetti e denunciarli, come la Storia racconta, al marito. Che prenderà molto sul serio le sue parole, consapevole – dopo quegli anni turbolenti – che se c’è una persona amica, di cui può fidarsi, quella è Calpurnia. Come finirà la storia dei figli di Romolo è noto. Ma le figlie di Remo potranno ancora sussurrare le loro verità.

Qui Cesare non è il protagonista. Non si annuncia quando arriva e va via velocemente, si lascia inghiottire dalla luce del mondo esterno, è fatto di mani nervose e curate, sorrisi inattesi e sguardi mutevoli. È come il vento, a detta di Livio. La protagonista, invece, è Calpurnia. È possibile sentire la sua voce trovandone il contorno in quelle vicine a lei, in una Roma divisa tra nostalgia per la tradizione e il nuovo sentire ellenistico, con le ceneri della Repubblica pronte a nutrire l’ormai prossimo impero.

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